Spam sui motori di ricerca, un lettore propone una discussione

Renato, un nostro lettore, ci ha inviato una email per proporci una discussione. Motoricerca ha deciso di pubblicarla per favorire lo scambio di opinioni su questo tema.

Segue il testo della email:

Vorrei sensibilizzarvi sulla apertura di un tread per la discussione sui motori di ricerca e lo spam.

Infatti dalla mia esperianza quotidianamente mi imbatto con risultati di ricerca discutibili. E’ da poco mi sono accostato al mondo del web ed alla ottimizzazione dei miei siti e delle loro pagine.

Queste sono le mie esperienze con siti al primo, secondo posto della Serp:

1. Keywords Density sopra il 20%
2. Testo nascosto
3. Cloacking

Ed è strano ma è proprio il motore di ricerca più importante a cadere in questa trappola.

Le suggerisco di eseguire questa ricerca: cerco casa roma su Google.

E’ tutta una babele di spam… in tutte le lingue

Adesso la mia opinione è questa: I Seo fanno disinformazione quando parlano per esempio di Keywords Density intorno al 5-9%.

Il testo nascosto i motori di ricerca non sanno individuarlo in tutti i casi possibili: Basta usare un Foglio stile esterno la cui url sia bloccata da il robots.txt per appiattire tutto il testo possibile al colore del fondo pagina.

Cosa ne dite?

La discussione è aperta.

Archiviato in Ottimizzare il sito
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Venerdì 23 Settembre 2005 alle 9:57

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2 Commenti a “Spam sui motori di ricerca, un lettore propone una discussione”

  1. Pr10

    La keyword density è un parametro che molti professionisti SEO non guardano, anche perchè inferiore, come importanza, a molti altri parametri interni ed esterni (link popularity) della pagina/sito che vuoi posizionare.
    Google proprio in questi giorni si sta prendendo la rivincita, bandendo dal proprio indice centinaia di siti fatti unicamente di doorway pages con redirezioni ed altri “trucchetti”, anche se questi risiedono su files esterni protetti dal robots.txt (semplicemente se ne infischiano del robots.txt e vanno a guardare i file ugualmente).
    Sul cloaking, quello fatto bene è difficile da individuare, ma in Italia pochi sono realmente all’avanguardia nello IP delivery.

  2. Marco Fontebasso

    La mia impressione è che soprattutto sulle kws più “redditizie” (ad ex. l’area mutui, assicurazioni etc.) il numero di posizionamenti ottenuti mediante tecniche particolarmente aggressive sia basso (per lo meno in Italia).

    Su altre aree, ad esempio quella citata da Renato nella sua e-mail, si trovano ancora pagine piuttosto grossolane come approccio, anche se l’esempio è una pagina “visibile” quindi non una doorway in senso stretto.

    Recentemente si è parlato molto dell’approccio, più aggressivo ma al tempo stesso costruttivo, di Google verso meccanismi di questo tipo.
    http://www.search-marketing.it/semblog/2005/09/ti-ho-bannato-e-ti-spiego-perche.html
    http://blog.searchenginewatch.com/blog/050919-074343

    Credo comunque che questo approccio rigido, volto a definire tutto in base alle tecniche usate sia fuorviante. Meglio concentrarsi sull’efficacia. A mio modo di vedere occorre anche tenere conto, come molti hanno detto, che ci sono situazioni in cui accorgimenti tecnici sono necessari per rendere il contenuto di un sito leggibile; occorre però anche considerare quanto possa essere utile cercare di posizionarsi a tutti costi su delle parole chiave, non sapendo poi bene cosa possa fare l’utente una volta che arrivi su:
    a) pagine prive di ordine, lay-out etc.
    b) pagine che lo ridirigono sulla homepage, che non c’entra nulla con la sua ricerca e nemmeno con ciò che lo aveva spinto a fare click sul link.

    Vedi ad ex. sempre il sopra citato post sul blog di Marco Loguercio.
    http://www.search-marketing.it/semblog/2005/09/ti-ho-bannato-e-ti-spiego-perche.html

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