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Google Print rende disponibile la prima parte dei volumi di pubblico dominio, liberi da diritti d’autore, digitalizzati dalle biblioteche americane. Un primo importante passo per un nuovo sapere disponibile a tutti, ovunque.
Gli editori italiani raccolti nell’AIE restano scettici e guardinghi nei confronti delle mosse di Google e non sono i soli.
La nuova fase di Google Print apre nuovi spazi al sapere. I libri di pubblico dominio già digitalizzati e archiviati possono essere letti, a differenza degli altri, dalla prima all’ultima pagina, stampati e ricercati senza alcun limite.
L’operatore date: permette di restringere la ricerca in base all’anno di pubblicazione. Sembra funzionare soltanto nell’arco di tempo dei libri di pubblico dominio, negli USA e a livello internazionale. L’intervallo 1500-1923 può comunque essere ristretto. Si nota quindi che i libri liberi da diritti in tutto questo arco di tempo, presenti all’interno di Google Print, sono già 11.700.000 su circa 25.000.000 di libri stimati già digitalizzati.
Link: Google Print spiegato sul blog di Google.
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