Anche Google si piega alle richieste del governo cinese
Il lancio di Google.cn passa attraverso l’accettazione delle condizioni poste dal governo cinese: la censura dei contenuti ritenuti scomodi e sgraditi al regime.
Google dovrà fingere di ignorare temi come l’indipendenza di Taiwan, il massacro di Piazza Tienanmen, il Dalai Lama e la setta religiosa Falun Gong.
La società ha deciso inoltre di non offrire sul mercato cinese né i servizi di posta né piattaforme di blogging; anche questa decisione è stata presa per non correre rischi con le autorità di Pechino.
Una “vittoria” dal punto di vista commerciale ma una brutta sconfitta per chi sperava in uno spiraglio di libertà in un paese dove domina la censura.
