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Uno studio del 2002, condotto da Jonathan Zittrain and Benjamin Edelman presso la Harvard Law School, indaga in maniera piuttosto approfondita i contenuti e i siti bloccati dalle autorità cinesi. Pur risalendo al 2002 molte delle conclusioni sono tuttora valide.
Gli autori hanno testato circa 200.000 siti e 19.000 sono risultati irraggiungibili a causa dei filtri predisposti dalle autorità cinesi.
Vediamo più in dettaglio i siti e gli argomenti maggiormente invisi al regime.
I termini che fanno scattare i campanelli d’allarme sono principalmente: tibet, taiwan china, equality, democracy china, dissident china, taiwan, revolution, dissident, freedom china, justice china, counterrevolution china, news china, liberty china. Sono presenti anche: AIDS china, sex china e HIV china.
Tra i siti bloccati compaiono soprattutto i siti di università, siti religiosi, agenzie giornalistiche e siti di carattere militare.
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