Quando si valuta il traffico di un sito merita “maggior rispetto” il numero di visitatori unici o quello relativo alle visite.
Matt Belkin, sul proprio blog Omniture, si è posto questa domanda.
Molto spesso si tende a parlare quasi esclusivamente in termini di visitatore unico snobbando, in un certo senso, il numero di visite, quasi come se queste ultime avessero poco o nessun valore.
Matt Belkin, ricorda che generalmente una visita inizia quando il visitatore accede al sito e si considera conclusa dopo 30 minuti di inattività dello stesso, a volte viene indicata anche come “sessione“.
L’autore dell’articolo esprime alcuni punti a favore dell’utilizzo del numero di visite:
- le ritiene un indicatore più accurato rispetto ai visitatori unici;
- considera una visita come un’opportunità di conversione;
- sono un metodo di rilevazione più standard;
ed ecco i motivi per i quali non utilizza il numero di visitatori unici:
- sono un indicatore meno accurato perché più soggetto a variabili esterne difficilmente prevedibili;
- ogni visitatore unico rappresenta più opportunità di conversione. Se ad esempio, un utente visita 4 volte un sito nell’arco di una settimana e compra due volte, quale sarà il suo tasso di conversione? Usando i visitatori unici sarà il 200%, mentre utilizzando le visite sarà del 50%, un valore che rispecchia la realtà in maniera più fedele.
- Il numero di visitatori unici è soggettivo, quanto grande deve essere l’intervallo di tempo che stabilisce l’unicità del visitatore?
Il fattore chiave rimane comunque la sostanziale inaccuratezza nella rilevazione del visitatore unico, rispetto alla maggiore affidabilità di un sistema basato sul conteggio delle visite.
Voi come la vedete, siete invitati a dire la vostra.
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