I link a pagamento sono spam?

Matt Cutts invita gli utenti a segnalare i siti che vendono link a pagamento utilizzando lo spam report di Google.

Sembra essere un “innocente” esperimento per raccogliere un po’ di dati in materia ma l’impressione è che Google voglia essere l’unico autorizzato a vendere link a pagamento (tramite AdWords). Già da tempo viene consigliato di applicare il tag rel=”nofollow” ai link a pagamento oppure di utilizzare un codice JavaScript, questa nuova idea dello spam report pare però suscitare più perplessità che entusiasmi.

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Scritto da Tiziano Fogliata :: Lunedì 16 Aprile 2007 alle 8:54

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2 Commenti a “I link a pagamento sono spam?”

  1. SA Blog » Google e i link: quesitoni di potere | Search Engine Marketing e Motori di Ricerca

    [...] E così di recente Matt Cutts ha invitato gli utenti a segnalare i siti che vendono link a pagamento utilizzando lo spam report di Google. Mi affianco alle perplessità di Tiziano e mi domando perchè mai, in un mondo dove i soldi fanno la differenza e la notorietà si può comprare, Google voglia che la vendita del “link che passa Page Rank” da attività palese divenga attività sotterranea, perchè fintantochè il link avrà peso, il suoi valore economico rimarrà in ogni caso e dubito che non si venderanno link. [...]

  2. Internet News » Google e i link: questioni di potere

    [...] Link = Page Rank = Visibilità Ne ho parlato di recente e nel passato, e se ne parla molto da sempre. Il link oggi ha un valore e come tale va tutelato e… se possibile… quando serve… quando si può…. quando proprio non posso farne a meno… quando ho budget…. quando non riesco proprio a comparire ai primi posti… anche comprato. Ma Google non sembra essere in accordo con questa politica: comprare un link è uguale a barare. “Decido io cosa e quali link considerare. Tu, che vuoi arricchirti con la mia invenzione (il Page Rank) inserisci nel tuo link a pagamento il tag rel=”nofollow”, altrimenti potrei arrabbiarmi e quandi mi arrabbio lo sai cosa succede! Ban e penalizzazione!”, sembra dirci Google dall’alto del suo altare. E così di recente Matt Cutts ha invitato gli utenti a segnalare i siti che vendono link a pagamento utilizzando lo spam report di Google. Mi affianco alle perplessità di Tiziano e mi domando perchè mai, in un mondo dove i soldi fanno la differenza e la notorietà si può comprare, Google voglia che la vendita del “link che passa Page Rank” da attività palese divenga attività sotterranea; perchè fintantochè il link avrà peso, il suoi valore economico rimarrà in ogni caso e dubito che non si venderanno link. Moltissimi portali, forum, blog dall’alto Page Rank oggi vendono pubblicità nelle loro pagine a clienti ai quali non interesserebbe nulla essere presente, ma ai quali Google ha dato una motivazione. E questi clienti oggi non comprano quindi banner o visibilità, ma link. Diciamo allora che sarebbe bello che i link che diano valore non siano quelli commerciali ma di merito. Purtroppo oggi molto spesso sono indistinguibili (anche se Google qualche bella dritta per smascherarli la ha trovata!), così come fanno i redazionali o gli articoli dei giornali o i servizi dei media che in realtà nascondano dentro contenuti apparentemente giornalistici pubblicità palesi. Cose di questo mondo. [...]

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