Sembra proprio che Google abbia confermato di aver abbassato il PageRank di alcuni siti “scoperti” a vendere link testuali sulle proprie pagine. Il motore di ricerca potrebbe addirittura applicare ulteriori penalizzazioni e far precipitare di parecchie posizioni i siti “incriminati” all’interno delle SERP.
Il tema della vendita di link testuali è sempre più caldo, c’è chi sostiene che Google non può comportarsi in questo modo per sostenere la vendita di spazi AdWords ed impedire la vendita diretta di link. Altri invece ritengono che una volta che Google ha provveduto ad informare gli utenti, poi ognuno è libero di fare come meglio crede ma non deve accusare Google di essere stato penalizzato ingiustamente. Una terza via è quella di vendere comunque link utilizzando però il tag rel="nofollow", in questo modo non si corrono rischi, anche se difficilmente l’acquirente di link è felice di questo.
La logica sottostante prevede infatti che un link spontaneo serva per segnalare una risorsa, approfondire un argomento …etc… Spesso invece i link a pagamento vengono scambiati con il solo scopo di “ingannare” Google, facendo credere che il proprio sito sia molto linkato perché ricco di contenuti validi.
Tanto per la cronaca Text-Link-Ads, uno dei siti più popolari dedito alla compravendita di link testuali, è stato rimosso da alcune settimane dall’indice di Google e non è più presente nemmeno cercando il nome stesso della società. Però curiosamente appare ben visibile in alto all’interno di un annuncio sponsorizzato AdWords:

Non vuoi perdere gli aggiornamenti di Motoricerca? Sottoscrivi il Feed RSS.
Oltre agli aggiornamenti vuoi ricevere anche preziosi ed utili consigli per ottimizzare il tuo sito? Iscriviti alla NEWSLETTER.






