In calo l’uso dei termini generici nelle ricerche del settore viaggi
In un post apparso su Search Engine War, viene illustrato come, col passare degli anni, gli utenti abbiano usato sempre meno termini generici nelle query relative ai viaggi. L’analisi è stata condotta utilizzando Google Trends e sono stati usati i termini holidays, flights e hotels.
Ho provato a verificare se la situazione è simile anche nel mercato italiano, provando con alcune query. Ecco i risultati:





Sicuramente tali grafici confermano il fatto che la maggior parte degli utenti dei motori di ricerca ha affinato le tecniche di ricerca, formulando query più lunghe ed elaborate rispetto al passato ed in molti casi, dirigendosi direttamente sui principali siti dedicati all’acquisto di soluzioni di viaggio.
Il grafico sottostante mostra infatti il volume di ricerche relativo ad una tipica query navigazionale che ha come obiettivo il sito di un importante operatore del settore turistico.

















il 3 Aprile 2008 alle 13:06 ha scritto:
La query last minute è interessante,non è strano che sia in calo visto che è anche il nome di una famosa agenzia di viaggi online?
il 3 Aprile 2008 alle 13:10 ha scritto:
Probabilmente può darsi che in questo caso la quota di query navigazionali è molto bassa rispetto a quelli che intendono solo cercare i viaggi last minute.
il 3 Aprile 2008 alle 13:14 ha scritto:
A quanto pare è in aumento il trend di ricerche con parole chiave generiche come agriturismo e b&b… Strano.
Tra l’altro nel settore e-commerce Hi-Tech, il discorso è ben diverso… Salgono le ricerche di:
- pendrive
- microsd
- lcd
- router wifi
Ovviamente scherzo… Sono gli unici 4 oggetti in aumento: tutto gli altri prodotti che ho provato, hanno trend su keyword generiche in drastico ribasso.
Confermo quindi che anche nel settore e-commerce Hi-Tech l’andamento non è poi molto diverso.
il 3 Aprile 2008 alle 13:34 ha scritto:
la considerazione sulle query più lunghe non è esatta: google trends specifica che i volumi raffigurati sono delle keyword in modalità “broad”, quindi ad esempio per “alberghi” viene conteggiata sia la keyword singola che la keyword “alberghi roma”.
Sono d’accordo invece sul fatto che le brand keyword siano nettamente le meglio performanti: basta guardare solo le top queries di google (in assoluto). sono solo brand, nomi propri di persone o al massimo news
il 5 Aprile 2008 alle 9:42 ha scritto:
[...] Leggevo ieri che chi cerca viaggi on line inserisce sui motori di ricerca termini sempre più specifici. Il successo di molti portali di prenotazione su internet sono dati da recensioni e feedback di altri viaggiatori e davanti al 10 di un cliente su booking.com gli albergatori vanno in brodo di giuggiole, più che davanti ad una lauta mancia. Ci troviamo di fronte a viaggiatori sempre più consapevoli e ad un nuovo passaparola (quello on line) che ci fa ritornare ai tempi della “piazza”, in cui il viaggio ce l’aveva consigliato l’amico…oggi ce lo consiglia chi in quel posto che c’è già stato e lascia il suo commento on line, come in un globale “libro degli ospiti” accessibile a tutti. [...]