Sin dalla sua nascita la Toolbar di Google ha sempre dovuto convivere con atroci sospetti riguardanti la sua vera o presunta azione di monitoraggio nei confronti dell’attività degli utenti quando navigano sul Web.
Ultimamente si stanno facendo strada le voci che sostengono che la Google Toolbar potrebbe essere utilizzata per veicolare annunci particolarmente mirati agli utenti, basandosi sulle loro abitudini di navigazione e non in base a quello che cercano, come invece avviene (o dovrebbe avvenire) ora.
Le attuali norme sulla privacy non impedirebbero a Google di farlo, dato che già ora riportano quanto segue:
I suddetti scopi comprendono, tra l’altro:
* La fornitura di prodotti e servizi agli utenti, ivi inclusa la visualizzazione di contenuti personalizzati e della pubblicità;
* Il controllo, la ricerca e l’analisi allo scopo di mantenere, proteggere e migliorare i nostri servizi;
* La garanzia del funzionamento tecnico del nostro network; e
* Lo sviluppo di nuovi servizi.
Anche la privacy policy riguardante la toolbar non vieta questo genere di attività:
Certain optional Toolbar features operate by sending Google the addresses or other information about sites when you visit them.
Intanto i concorrenti iniziano a cavalcare l’onda cercando di mettere in cattiva luce la società di Mountain View, in prima fila Steve Ballmer di Microsoft.
Voi cosa ne pensate? Usate la Google Toolbar? Temete una sua eccessiva invadenza nella vostra privacy o no? Lasciate le vostre impressioni nei commenti.
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