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SEO: 9 cose che i clienti devono sapere

di il 21 giugno 2010 · 15 commenti

in Ottimizzare il sito

In alcuni casi, spiegare al cliente in cosa consiste l’attività di SEO non è particolarmente semplice. Vediamo quindi nove possibili aspetti problematici nelle relazioni tra cliente e agenzia/professionista SEO.

La SEO come un interruttore

L’attività SEO è diversa dal keyword advertising su AdWords. Non è che avendo iniziato a ricercare le keyword opportune ed ottimizzato le pagine, dopo pochi giorni il sito inizia a guadagnare posizionamenti ed arriva in prima pagina su Google. E’ necessario un lungo lavoro di analisi, di test, di miglioramenti continui e di ottimizzazioni sia sul sito che all’esterno. E’ quindi necessario informare al meglio il cliente su tali aspetti, onde evitare delusioni e incomprensioni.

Il sito va modificato e ottimizzato

Per svolgere al meglio l’attività SEO è (quasi) sempre necessario effettuare degli interventi di modifica al sito. In alcuni casi la situazione di partenza è talmente disastrosa che non avrebbe nemmeno senso iniziare senza prima rivedere interamente la struttura del sito stesso. E’ fondamentale però chiarire e specificare sin dal principio chi dovrà effettuare tali modifiche: l’agenzia SEO, il cliente o la web agency che ha realizzato il sito. Non è infatti rara la situazione in cui il professionista SEO invia al cliente la lista degli interventi da effettuare e scoprire alcuni mesi dopo che nessuno ha ancora mosso un dito per cambiare una sola linea di codice.

Le parole chiave devono essere presenti sulla pagina

Avrete sicuramente raccolto dai vostri clienti la richiesta di essere posizionati per alcune keyword che non sono minimamente presenti sul loro sito, o magari anche per parole chiave relative ad attività che loro nemmeno svolgono. E’ necessario spiegare che, in molti casi, è già difficile posizionarsi in prima pagina per le parole chiave che sono presenti sulle pagine; figuriamoci quanto può essere difficile migliorare il posizionamento per dei termini che Google non riesce nemmeno a trovare analizzando tutto il sito.

Se vuoi sfruttare la Local Search devi essere in quel posto

Se il cliente vuole apparire ai primi posti nelle ricerche locali relative a qualsiasi città, è indispensabile spiegarli che Google non la pensa allo stesso modo. Se è richiesta la verifica tramite il Local Business Center ci sarà pure un motivo. Del resto non avrebbe molto senso apparire in prima posizione quando uno cerca “pizzerie a venezia” se la pizzeria del cliente è a Livorno.

I link non sono tutti uguali e non si comprano in pacchi da 100

Acquisire gratuitamente o comprare una buona quantità di link non è un’impresa impossibile. Quello però che conta non è la loro quantità, ma la loro qualità e rilevanza. E’ necessario spiegare al cliente che non basta inserire link a casaccio nei forum, nei commenti dei blog o in altri luoghi ameni per scalare le posizioni sulle SERP di Google. E’ fondamentale innanzitutto avere un ottimo prodotto/servizio e produrre dei buoni contenuti, fare in modo di farli conoscere e far si che la gente ne parli (e ne scriva soprattutto). Se però l’azienda dispone di un prodotto che poco si presta ad essere recensito, l’attività di link building può non essere semplice ed occorre farlo presente subito.

Le parole chiave preferite dal cliente potrebbero non essere le migliori

Alcuni clienti sono innamorati di una particolare keyword. Non vogliono sentire ragioni. Vogliono essere al primo posto su Google quando una persona cerca quel termine. Poco importa se magari quella keyword è effettivamente poco utilizzata oppure è talmente generica che presenta un tasso di conversione ridicolo.

In numerose situazioni è sicuramente meglio focalizzarsi su keyword più specifiche che possono garantire dei risultati in termini di vendite e dimenticare le keyword favorite dal cliente se non sono supportate da alcun dato.

Essere al primo posto su Google non vuol dire vendere di più

Immaginate di essere riusciti a portare il sito del cliente in prima posizioni di Google per una serie di parole chiave. Lui però non è soddisfatto perché le vendite non sono aumentate di conseguenza. Va chiarito che non esiste una correlazione diretta tra posizionamento su Google e fatturato se non si prendono in considerazione anche altri fattori.

Se il prodotto/servizio del cliente è soggetto a stagionalità, se le landing page sono realizzate in modo da evitare come la peste le conversioni, se il sito vanta un basso tasso di clickthrough sulle SERP (gli utenti cliccano poco sui risultati) o se il sito soffre di problemi di usabilità, la prima posizione di Google da sola non può fare miracoli.

Voglio stare davanti a …

Ipotizziamo che il cliente sia l’ultimo arrivato nel settore ma vuole competere con le grandi aziende e stare davanti a loro sulle pagine dei risultati di Google. Tutto questo potrebbe essere possibile facendo un’ottima attività SEO, a patto che il cliente sia disposto ad investire tempo e risorse. Se infatti il cliente ha un sito composto da 5 pagine statiche povere di contenuto e la concorrenza dispone di un sito molto completo, corredato magari da un forum o da un blog, opera sui social media ed è molto attiva sia online che offline; la sfida sarà sicuramente molto ardua e difficile da vincere.

Il cliente deve rendersi conto che è necessario almeno intervenire sul sito, renderlo migliore rispetto a quello della concorrenza. E’ poi necessario fare in modo che le persone parlino dell’azienda e dei suoi prodotti. In alcuni casi infatti, ci sono aziende così popolari che ottengono ogni giorno e senza sforzo nuovi link rilevanti e numerosi contenuti generati dagli utenti relativi ai loro prodotti. Confrontarsi con realtà del genere è sicuramente molto ostico e il cliente deve essere informato in merito alle difficoltà della sfida.

Voglio un PageRank elevato

Guardare solo al PageRank come fosse un obiettivo da raggiungere non ha molto senso. Esso poi non è un valore statico, ma cambia continuamente nel tempo. Quello che è visibile attraverso la toolbar di Google non è il PageRank effettivo, ma un valore che viene aggiornato ogni 3 o 4 mesi. Il PageRank inoltre non dipende solo dalla qualità del proprio sito e dal numero di link in entrata ma anche dall’andamento del Web nel suo insieme, da come si comportano altri siti e da come evolvono i link tra di loro. E’ bene poi ricordare che variazioni del PageRank non corrispondono necessariamente a modifiche del ranking di un sito sulle SERP.

[articolo tratto da un post pubblicato su Internet Marketing]


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{ 11 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

1 Roberto 22 giugno 2010 alle 10:43

Ottimo articolo e speriamo che lo leggano molti titolari di aziende perchè purtroppo c’è ancora parecchia ignoranza del settore e si confondono posizionamenti organici con il servizio Adwords, sicuramente più semplice da vendere per le varie agenzie web italiane.

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2 dsom 22 giugno 2010 alle 10:55

da inserire come introduzione di ogni preventivo ;)

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3 Antonio Consoli 22 giugno 2010 alle 12:28

Ottimo articolo. Copre quasi tutti i casi che mi sono capitati negli ultimi mesi e che, purtroppo, continueranno a capitare nel futuro. :-)

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4 francesco 28 giugno 2010 alle 10:01

Ma perchè tutti sono convinti di conoscere la “ricetta magica” per apparire in vetta ai motori di ricerca? Pensate che Google la riveli a qualcuno? Perchè quelli che danno i numeri al lotto in TV non li giocano loro e cedono i nmeri vincenti in cambio di una telefonata da 5 Euro al minuto? Meditate gente, meditate…

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5 Tiziano Fogliata 28 giugno 2010 alle 10:07

Io non sapevo nemmeno esistesse tale ricetta magica ;)

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6 Stefano 30 giugno 2010 alle 8:41

Come posso trovare link di qualita’ per i miei siti

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7 Mirko 30 giugno 2010 alle 10:52

Professionista SEO… ogni lavoro è degno di rispetto… ma a volte dovrebbe esserci un limite!

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8 ideashop 30 giugno 2010 alle 10:53

Non sono d’accordo con questo articolo, ma di +!!! E vi dirò il mio sito e commerce ha iniziato a funzionare meglio dopo aver interrotto adword di google, nonostante fossi posizionato per la maggiorparte delle keywords del settore, ai primi posti. La verità è che google, essendo il motore per eccellenza ha dei costi non indifferenti, e non sempre l’imprenditore medio è in grado di affrontare, soprattutto se non si ha un risultato che giustifichi l’investimento. Per questo è necessario indicizzare il sito nel migliore dei modi, aggiornando i contenuti e facendo uno scambio traffico mirato. La pubblicità a pagamento è senz’altro importante, ma risultati migliori e con una spesa inferiore l’ho avuta senz’altro con i socialnetwork creando campagne multiple mirate in base agli interessi espressi dagli stessi utenti prediligendo il cpc, e meno mirate alzando l’offerta del costo per impression. :-)

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9 Lucky 16 luglio 2010 alle 12:02

Be’, io ho utilizzato Google Maps, con le inserzioni gratuite migliora notevolmente il posizionamento del proprio sito commerciale e mi ha portato nelle prime quattro posizioni con diverse parole chiavi (basta sfruttare bene il titolo dell’inserzione, Google Maps aggiunge nuovi link diretti al proprio sito corredati da mappa visibili dal motore di ricerca).
L’unico neo, che e’ un vantaggio nel mio caso, e’ che questo posizionamento e’ visibile solo da utenti della mia provincia ;-)
Spero di aver fatto cosa gradita, visto che non sono un webmaster e ho solo la licenza media ;-)

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10 Davide Rosi 23 settembre 2010 alle 16:20

Data l’ignoranza dilagante riguardo al posizionamento da parte di molti titolari di aziende spero che questo post venga letto da molti.
La differenza tra posizionamento SEO e pubblicità a pagamento è molta..

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11 seoema 8 febbraio 2011 alle 17:06

parole sante…mi piace pensare al sistema dei link come un’assemblea in cui tutti votano, ma qualche voto vale più degli altri. Per quanto riguarda le parole chiave, resterà sempre celebre il cliente di cui parlava Fra de Fra, convinto di voler posizionare a tutti i costi “sedute” e non sedie ;-DDD

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