Google+ è un passo obbligato per le aziende? Le opinioni di Giorgio Taverniti e Sante Achille

di il 2 febbraio 2012 · 3 commenti

in Opinioni e interviste

Dopo la prima serie di risposte alla domanda:

Ritieni che Google+ sia un passo obbligato per le aziende? Oltre alla presenza nelle SERP quali vantaggi vedi nella presenza su questo social per un’azienda?

Ecco le opinioni di altri due noti esperti: Giorgio Taverniti e Sante J. Achille.


L’opinione di Giorgio Taverniti:

Per alcune aziende lo è, per altre potrebbe essere, per altre ancora non lo è.

Se da un lato potrebbero esserci le condizioni per alcune aziende di utilizzare questo strumento per offrire un servizio migliore ai propri utenti e ascoltare le loro opinioni, dall’altro abbiamo un Social ancora in piena evoluzione e con un utilizzo non costante da parte degli utenti.

Ci ritroviamo con un Social che ha sconvolto totalmente Google, che sta spingendo l’azienda a fare grossi cambiamenti puntando molto su questo nuovo servizio.

Tuttavia ci ritroviamo con molti utenti che lo stanno utilizzando solo perché è importante esserci e sfruttare le potenzialità che ha lato SEO.

Tutto il ramo della Social Search lo seguo da quando Google l’ha lanciato (2009) e costantemente provo in prima persona tutte le novità che introduce. Stiamo utilizzando in maniera assidua questo Social sia per noi sia per alcuni clienti alcuni con buoni risultati, altri sono dei test che effettuiamo.

E stiamo ragionando molto sugli obiettivi da porsi e sulle strategie da intraprendere, perché purtroppo non si può fare tutto e questo ci impone delle scelte.

Ad oggi, sono convinto che Google sa quello che sta facendo, però ogni tanto mi viene il dubbio…che possano fare un passo indietro :)

L’opinione di Sante J. Achille:

L’Arena dei social Media e la competizione per avere l’attenzione di webmaster, SEO, aziende è serrata. Google non è nuova a sperimentazioni che non sempre sono riuscite. Il problema con cui ci confrontiamo tutti è l’allocazione di risorse per gestire questi social ed allo stesso tempo non appesantire la propria presenza online con troppe cose (Facebook, Google+, Twitter, segnalibri …)

Come fare?

Non è una risposta semplice. Penso che ogni azienda debba fare un’analisi dei propri utenti e scommettere su uno dei social, sperando che il cavallo su cui si scommette sia vincente (=non chiude dopo qualche mese)

È una scelta molto soggettiva che va valutata attentamente in uno scenario in cui i budget sono sotto “osservazione”.

…e la tua opinione qual è? Esprimila nei commenti :)

Sempre su questo tema, leggi anche le opinioni di Cesarino Morellato, Marco Loguercio e Nereo Sciutto.


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1 Uniconet 2 febbraio 2012 alle 15:39

Credo che un social che inizi la sua “vita” obbligando la gente ad esserci parta già con il passo sbagliato. C’è Facebook, poi c’è Twitter che fa cose diverse, G+ cosa fa? Niente! La gente comune non lo userà mai e, per questo, sarà presto abbandonato.
A noi, ovviamente, non resta che utilizzarlo perchè così bisogna fare, però è davvero una forzatura

2 Vidovich Nicola 3 febbraio 2012 alle 14:10

Credo che un social che inizi la sua “vita” obbligando la gente ad esserci parta già con il passo sbagliato.

3 Tiziano Fogliata 3 febbraio 2012 alle 15:22

Questa in effetti è sicuramente una mossa che ha dato fastidio a molti e reso Google+ un po’ più “antipatico”.

I commenti a questo post sono chiusi.

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