L’amministrazione Bush chiede i dati e Google dice no
L’amministrazione Bush ha chiesto a Google e ad altri motori di ricerca di fornirgli una milione di record casuali delle varie ricerche effettuate nell’arco di una settimana. Lo scopo sarebbe quello di stimare quanta pornografia è presente nelle ricerche condotte dai bambini.
La richiesta sembra abbastanza illogica, basta che le autorità svolgano delle ricerche per conto proprio per vedere il quantitativo di contenuti pornografici che appare nelle pagine dei risultati, senza sollevare un vespaio con la richiesta di dati direttamente alle società che gestiscono i motori di ricerca.
Come è possibile poi sapere, dai dati ottenuti, quali sono le ricerche effettuate da un bambino e quali da un adulto? Il materiale chiesto dall’amministrazione in fondo non le permetterebbe di stimare proprio un bel niente.
Google comunque ha rifiutato di fornire i dati ed il Dipartimento di Giustizia ha richiesto l’intervento di un giudice per costringere Google a consegnare il “bottino”.
La scusa della pedopornografia è sempre valida e permette di ottenere il consenso generale per qualsiasi genere di operazione, poi non si sa se l’analisi dei dati si limiterà allo scopo di tutela verso i minori.
AGGIORNAMENTO: l’udienza è stata fissata per il 27 febbraio 2006.



