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> <channel><title>Motoricerca &#187; Ottimizzare il sito</title> <atom:link href="http://www.motoricerca.net/category/come-fare-per/ottimizzare-il-sito/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.motoricerca.net</link> <description>Notizie sui motori di ricerca, search engine marketing, ottimizzazione siti web</description> <lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 15:13:29 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <atom:link rel='hub' href='http://www.motoricerca.net/?pushpress=hub'/> <item><title>Troppa pubblicità nella testata di un sito non piace a Google</title><link>http://www.motoricerca.net/2012/01/20/troppa-pubblicita-testata/</link> <comments>http://www.motoricerca.net/2012/01/20/troppa-pubblicita-testata/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:57:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Tiziano Fogliata</dc:creator> <category><![CDATA[Ottimizzare il sito]]></category> <category><![CDATA[Google]]></category> <category><![CDATA[SEO]]></category> <category><![CDATA[User Experience]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=8213</guid> <description><![CDATA[Google, con l&#8217;intenzione di migliorare sempre di più la qualità dei risultati, ha introdotto un nuovo cambiamento al proprio algoritmo di valutazione delle pagine Web. Si tratta di un intervento che permetterà di valutare il layout delle pagine per identificare la porzione di contenuto visibile senza dover effettuare lo scroll della pagina. Siti che contengono [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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class="post_image_link" href="http://www.motoricerca.net/2012/01/20/troppa-pubblicita-testata/" title="Permanent link to Troppa pubblicità nella testata di un sito non piace a Google"><img
class="post_image alignleft" src="http://media.motoricerca.net/upload/above-the-fold.jpg" width="250" height="178" alt="Above the fold" /></a></p><p>Google, con l&#8217;intenzione di migliorare sempre di più la qualità dei risultati, ha <a
target="_blank" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2012/01/page-layout-algorithm-improvement.html">introdotto un nuovo cambiamento</a> al proprio algoritmo di valutazione delle pagine Web. Si tratta di un intervento che permetterà di valutare il layout delle pagine per <strong>identificare la porzione di contenuto visibile senza dover effettuare lo scroll della pagina</strong>.</p><p>Siti che contengono un numero eccessivo di banner o messaggi pubblicitari, obbligando l&#8217;utente a scorrere la pagina verso il basso per iniziare a leggere il contenuto, presentano sicuramente una pessima user experience e <strong>Google pare intenzionata a penalizzare tali comportamenti</strong>.<span
id="more-8213"></span></p><p>Nell&#8217;annuncio di Google però non sono chiari alcuni punti:</p><ul><li>cosa viene considerato come pubblicità: solo i banner o anche altri tipi di contenuti?</li><li>qual&#8217;è la percentuale di pubblicità considerata accettabile?</li><li>che risoluzione viene utilizzata per calcolare questo rapporto? Il concetto di &#8220;above the fold&#8221; infatti non cambia di poco al variare della risoluzione dello schermo.</li></ul><p>Matt Cutts inoltre scrive che:</p><blockquote><p>&#8220;If you click on a website and the part of the website you see first either doesn’t have a lot of visible content above-the-fold or dedicates a large fraction of the site’s initial screen real estate to ads, that’s not a very good user experience. Such sites may not rank as highly going forward.&#8221;</p></blockquote><p>sulla base di queste parole quindi, come andrebbe valutata la user experience della pagina sottostante? <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-8214" title="google-ads-above-the-fold" src="http://media.motoricerca.net/upload/google-ads-above-the-fold.png" alt="" width="650" height="378" /></p><p>L&#8217;immagine di questa SERP di Google è stata catturata con una risoluzione dello schermo impostata a 1024&#215;768 pixel, le aree evidenziate in giallo rappresentano gli annunci Google AdWords.</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=7909</guid> <description><![CDATA[I motori di ricerca emulano le capacità di valutazione umane Il principale scopo degli algoritmi dei motori di ricerca è quello di emulare le capacità di valutazione di un essere umano quando osserva una pagina Web.Non è sicuramente un compito facile ed il numero di analisi da effettuare in pochissimi secondi è veramente impressionante. Ogni [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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class="alignright size-full wp-image-7914 frame" title="io-robot" src="http://www.motoricerca.net/upload/io-robot.jpg" alt="" width="150" height="215" />Il principale scopo degli algoritmi dei motori di ricerca è quello di emulare le capacità di valutazione di un essere umano quando osserva una pagina Web.Non è sicuramente un compito facile ed il numero di analisi da effettuare in pochissimi secondi è veramente impressionante.</p><p>Ogni volta che si visualizza una pagina, il cervello di una persona elabora un&#8217;innumerevole serie di informazioni e di segnali che serviranno poi a formulare un giudizio sull&#8217;utilità, la rilevanza, l&#8217;aspetto, l&#8217;usabilità &#8230;etc&#8230; di quella determinata pagina.</p><p><strong>Il motore di ricerca cerca di fare questo lavoro al posto nostro</strong> per fornirci un servizio, non dimenticare questo aspetto.<span
id="more-7909"></span></p><h3>I motori di ricerca sono meno intelligenti di quanto pensi</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-7916 frame" title="simpson-insert-brain" src="http://www.motoricerca.net/upload/simpson-insert-brain.jpg" alt="" width="200" height="150" />I motori di ricerca <a
target="_blank" href="http://www.blindfiveyearold.com/search-engines-are-like-blind-five-year-olds">sono come un bambino di 5 anni</a>, per di più non vedente <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p><strong>Non vedono una pagina Web nello stesso modo in cui la vedi tu</strong>. Non si curano minimamente delle sfumature cromatiche utilizzate dal web designer o di altri effetti grafici.</p><p>Sono inoltre come un bambino di 5 anni perché  in effetti non leggono la pagina. I motori di ricerca <strong>effettuano un&#8217;analisi del testo e del linguaggio, ma non leggono</strong> nello stesso modo in cui è in grado di fare una persona adulta. Questa è una bella distinzione.</p><p>Una volta preso atto di ciò, è quindi necessario fare in modo di <strong>rendere una pagina Web quanto più chiara e comprensibile</strong> agli &#8220;occhi&#8221; del motore di ricerca. Questo aspetto è sicuramente utile anche nei confronti dei &#8220;visitatori umani&#8221;.</p><h3>La prima impressione è quella che conta</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-7918 frame" title="megan-fox" src="http://www.motoricerca.net/upload/megan-fox1.jpg" alt="" width="200" height="194" />E&#8217; risaputo che si ha solo un&#8217;occasione per fare una buona prima impressione. Sul Web inoltre, è necessario farlo anche abbastanza alla svelta.</p><p>E&#8217; quindi necessario, <strong>sia nei confronti dei motori sia delle persone, fare in modo che il contenuto sembri immediatamente autorevole e rilevante</strong>.</p><p><strong>Hai mai provato</strong> tool come <a
target="_blank" href="http://fivesecondtest.com/">FiveSecondTest</a> e <a
target="_blank" href="http://www.clueapp.com/">Clue</a> per valutare l&#8217;efficacia e l&#8217;immediatezza delle vostre pagine? Ti consiglio di dargli un&#8217;occhiata.</p><h3>Le persone fanno la scansione del testo</h3><p>Davanti ad una pagina Web, i visitatori solitamente si comportano in modo diverso rispetto a quando si trovano di fronte la pagina di un libro.</p><p><strong>La maggior parte dei lettori online non legge il testo, ma ne esegue la scansione</strong>, alla ricerca degli elementi di maggior interesse.  Lo sostengono anche le ricerche <a
target="_blank" href="http://www.useit.com/alertbox/9710a.html">condotte da Jakob Nielsen</a>.</p><p>E&#8217; raro che una persona legga il contenuto di una pagina Web parola per parola. <a
target="_blank" href="http://www.useit.com/alertbox/percent-text-read.html">Una ricerca rivela</a> che <strong>solitamente viene letta una percentuale di testo compresa tra il 18% e il 28%</strong> del contenuto totale di una pagina.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7910 frame" title="too-long-didnt-read" src="http://www.motoricerca.net/upload/too-long-didnt-read.png" alt="" width="294" height="128" />Vi è mai capitato di vedere la scritta riportata nell&#8217;immagine riportata qui sopra?  Si tratta di un&#8217;abbreviazione che significa <em>Too Long, Didn’t Read</em>. Significa che quanto espresso potrebbe essere sintetizzato utilizzando molte meno parole.</p><p>E&#8217; compito di chi scrive i testi cercare quindi di <strong>essere quanto più chiaro e conciso possibile</strong>. In altre parole: la SEO non è fatta solo di tag e di link, la SEO è anche <strong>attenzione alla User Experience</strong> (UX).</p><h3>Il cervello adora le ripetizioni</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-7922 frame" title="bart-simpson-ripetizioni-lavagna" src="http://www.motoricerca.net/upload/bart-simpson-ripetizioni-lavagna.jpg" alt="" width="200" height="154" />Solitamente si ritiene che durante un discorso, in un determinato intevallo di tempo, solamente un terzo del pubblico stia prestando la dovuta attenzione alle parole pronunciate dall&#8217;oratore. Questo significa che è necessario <strong>ripetere gli stessi concetti almeno tre volte per essere certi di aver raggiunto l&#8217;obiettivo</strong>. Su questo argomento ti consiglio anche questo <a
target="_blank" href="http://www.copyblogger.com/secret-partner/">post pubblicato su Copyblogger</a>.</p><p><strong>Il cervello</strong> infatti non presta la stessa attenzione a tutto quello che percepisce e <strong>considera più importanti i concetti che vengono ripetuti più di frequente</strong>.</p><p>Anche durante una rapida osservazione di una pagina, le parole che vengono ripetute più spesso sono quelle che rimangono impresse.</p><p>La ripetizione permetta anche di confortare il lettore, assicurandolo che sta leggendo esattamente quello a cui è interessato. <strong>Vuole le informazioni nel giusto ordine e visualizzate per gruppi</strong>, in modo che siano già organizzate e più facili da interpretare. Questo è uno dei motivi per cui i post contenenti una lista sono particolarmente popolari.</p><p>Guarda le due immagini sottostani, quale delle due è immediatamente più comprensibile?</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7911 frame" title="BrainThingsA" src="http://www.motoricerca.net/upload/BrainThingsA.jpg" alt="" width="450" height="280" /></p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7912 frame" title="BrainThingsB" src="http://www.motoricerca.net/upload/BrainThingsB.jpg" alt="" width="455" height="208" /></p><p>Un buon consiglio di lettura è senz&#8217;altro il grande classico di Steve Krug: &#8220;<a
target="_blank" href="http://www.sensible.com/dmmt.html">Don’t Make Me Think</a>&#8220;.</p><h3>Smetti di usare i pronomi</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-7925 frame" title="chi-sei-chi-sono" src="http://www.motoricerca.net/upload/chi-sei-chi-sono.jpg" alt="" width="200" height="259" /><strong>Perché usare un pronome quando si può utilizzare il nome proprio</strong>. Sicuramente tu sai di cosa stai parlando e magari anche il lettore, ma perché non fare in modo che chi sta leggendo possa sempre seguire il filo del discorso. Anche i motori di ricerca ti ringrazieranno per questo.</p><p>Non pensare che ripetere una volta in più il nome renda il tuo testo troppo ridondante, sicuramente sarà più comprensibile.</p><p>Ovviamente questo non significa scrivere inserendo la medesima parola chiave dieci volte in ogni riga <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <br
style="clear: both;" /></p><h3>Scrivere per il web è diffente</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-7923 frame" title="scrivere-per-il-web" src="http://www.motoricerca.net/upload/scrivere-per-il-web.jpg" alt="" width="200" height="199" />Si sente dire spesso che bisognerebbe scrivere per le persone. Il concetto è sicuramente nobile e giusto, ma nella pratica può non essere la cosa migliore da fare.</p><p>Scrivere una pagina Web non è come scrivere un saggio o un romanzo, a meno che tu non intenda pubblicare un romanzo o un saggio sul Web <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p>Quando scrivi per il Web è <strong>preferibile adottare uno stile chiaro, diretto e comprensibile</strong> piuttosto che ricercare forme stilistiche complesse ma non particolarmente efficaci.</p><h3>I robot non capiscono l&#8217;ironia</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7924 frame" title="pissing-just-do-it" src="http://www.motoricerca.net/upload/pissing-just-do-it.jpg" alt="" width="540" height="430" /></p><p>Gli algoritmi di Google e degli altri motori di ricerca, molto probabilmente, non adottano sistemi per riconoscere i doppi sensi, le battute ironiche e cose del genere. Questo però non significa che è vivamente sconsigliato utilizzarli da un punto di vista SEO. <strong>Va bene inserire del testo ironico e simpatico ogni tanto, basta però non esagerare</strong>.</p><p>Il motore di ricerca infatti non sarà in grado di cogliere la vena ironica e, in alcuni casi, nemmeno il lettore <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><h3>Scrivere per i motori di ricerca</h3><ul><li><img
class="alignright size-full wp-image-7926 frame" title="keep-it-simple" src="http://www.motoricerca.net/upload/keep-it-simple.jpg" alt="" width="200" height="163" />Fai in modo che i motori possano capire esattamente l&#8217;argomento dei tuoi testi.</li><li>Non divagare troppo.</li><li>Spezza il contenuto in tanti piccoli paragrafi e usa i titoli per descrivere i temi delle varie sezioni.</li><li>Evita il più possibile i pronomi e non pensare che il discorso sia chiaro solo perché hai anticipato qualcosa nel paragrafo precedente.</li><li>Scegli sempre la semplicità al posto della complessità.</li></ul><p><strong>Scrivi per le persone nel modo giusto e scriverai nel modo corretto anche per i motori di ricerca <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></p><p>[via <a
target="_blank" href="http://www.blindfiveyearold.com/stop-writing-for-people">Blind Five Year Old</a>]<strong><br
/> </strong></p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=7784</guid> <description><![CDATA[Agli inizi di questa settimana, un articolo apparso sul New York Times evidenziava il fatto che un sito di e-commerce, nonostante le molte recensioni negative, fosse ben posizionato sulle SERP di Google. Big G ha prontamente risposto a queste osservazioni annunciando un cambiamento del proprio algoritmo in modo da evitare che tali situazioni si ripetano. [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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target="_blank" href="http://googleblog.blogspot.com/2010/12/being-bad-to-your-customers-is-bad-for.html">annunciando un cambiamento del proprio algoritmo</a> in modo da evitare che tali situazioni si ripetano.</p><p>Le varie recensioni pubblicate sui diversi siti web, così come quelle presenti su Google Product Search, saranno probabilmente prese in considerazione all&#8217;interno dell&#8217;algoritmo di ranking del motore di ricerca.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7785" title="google-recensioni-ranking" src="http://www.motoricerca.net/upload/google-recensioni-ranking.jpg" alt="" width="508" height="247" /><span
id="more-7784"></span></p><p>Anche se Google non lo ha affermato in modo esplicito, ha dichiarato che è stata <strong>introdotta una modifica all&#8217;algoritmo</strong> che permette di individuare quei siti e-commerce che forniscono una pessima &#8220;user experience&#8221;. Tale modifica però rappresenta solo un primo passo verso una soluzione del problema, che Google intende affrontare.</p><p>Ovviamente Big G non ha rivelato i dettagli della variazione effettuata all&#8217;algoritmo e nemmeno le fonti dei dati considerati per valutare i singoli merchant.</p><p>Google ha precisato inoltre che <strong>non impiegherà l&#8217;analisi del <em>sentiment</em></strong> per determinare se i link ad una pagina esprimano un valore positivo o negativo nei confronti di un merchant.</p><p>In futuro inoltre pare che Google possa anche introdurre la visualizzazione delle recensioni sui vari merchant direttamente sulle SERP, un po&#8217; come già avviene per i risultati della ricerca locale.</p><p>Il tutto, tradotto in altri termini significa: <strong>prima di pensare al posizionamento su Google, pensa a realizzare un buon prodotto/servizio e cura bene i tuoi clienti</strong> <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=7703</guid> <description><![CDATA[Google Instant Preview, la nuova funzione permette di visualizzare un&#8217;anteprima delle pagine web direttamente sulle SERP di Google, è attiva da un paio di giorni. Tra le prime domande che sono sorte dopo averla vista in azione, una è stata quella relativa al suo impatto nel processo di scelta che un utente esegue quando effettua [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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href="http://www.motoricerca.net/2010/11/09/google-instant-preview/">Google Instant Preview</a>, la nuova funzione permette di visualizzare un&#8217;<strong>anteprima delle pagine web direttamente sulle SERP</strong> di Google, è attiva da un paio di giorni. Tra le prime domande che sono sorte dopo averla vista in azione, una è stata quella relativa al suo impatto nel processo di scelta che un utente esegue quando effettua una ricerca. Oltre a questo, sarà poi interessante verificare <strong>quanto Instant Preview verrà effettivamente utilizzato dai navigatori</strong>.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7704" title="preview-motoricerca" src="http://www.motoricerca.net/upload/preview-motoricerca.jpg" alt="" width="560" height="415" /><span
id="more-7703"></span></p><p>La funzionalità, pur non essendo del tutto rivoluzionaria (Bing ha introdotto qualcosa di simile già da tempo), induce ad effettuare alcune riflessioni e probabilmente obbligherà alcuni webmaster ad effettuare dei cambiamenti al design del proprio sito.</p><p>Vediamo quali possono essere <strong>alcune delle implicazioni delle anteprime sulle SERP</strong>.</p><h3>Siti veri e propri VS Direcotry</h3><p>Poter dare un&#8217;occhiata all&#8217;aspetto generale di una pagina rivela sicuramente molte più informazioni rispetto alla semplice lettura di un titolo o di uno snippet di testo. Siti come le directory contenenti semplicemente link verso altre pagine potranno essere così individuati più facilmente dagli utenti, influenzando la loro scelta.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7705" title="avvocati-directory" src="http://www.motoricerca.net/upload/avvocati-directory.jpg" alt="" width="560" height="401" /></p><h3>La risposta direttamente nell&#8217;anteprima</h3><p>Come già capita alcune volte con gli snippet delle descrizioni, la possibilità di visualizzare l&#8217;anteprima di un pagina ed il blocco di testo più rilevante, in alcuni casi può rendere superfluo per l&#8217;utente visitare la pagina stessa.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7707" title="kpi-preview" src="http://www.motoricerca.net/upload/kpi-preview.jpg" alt="" width="429" height="258" /></p><h3>Maggiore importanza per il web design</h3><p>Un aspetto pulito, ordinato ed elegante della pagina farà sicuramente la differenza quando gli utenti visualizzeranno le diverse anteprime. Nell&#8217;immagine sottostante sono riportati alcuni esempi di anteprime visibili sulle SERP di Google. Alcune di queste sembrano realizzate apposta per allontanare l&#8217;utente.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7708" title="web-design-sulle-serp" src="http://www.motoricerca.net/upload/web-design-sulle-serp.jpg" alt="" width="560" height="600" /></p><p>Anche l&#8217;utilizzo di immagini di buona qualità è fondamentale per attirare l&#8217;attenzione del navigatore.</p><h3>Attenzione alla velocità di caricamento</h3><p>La <a
href="http://www.motoricerca.net/2009/11/16/velocita-di-caricamento/">velocità di caricamento delle pagine</a> del sito riveste, anche in questo caso, un&#8217;importanza fondamentale. Se infatti il sito è eccessivamente lento, le anteprime potrebbero apparire incomplete.</p><h3>Addio a Flash nelle anteprime</h3><p>Che l&#8217;uso delle tecnologia Flash non sia il massimo da un punto di vista SEO è risaputo. Ora però c&#8217;è un altro buon motivo per evitare di utilizzarlo. L&#8217;effetto dei siti in Flash su Google Instant Preview spazia dal comico al bizzarro, ecco alcuni esempi:</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7709" title="flash-serp-google" src="http://www.motoricerca.net/upload/flash-serp-google.jpg" alt="" width="560" height="529" /></p><p>Se proprio non potete rinunciare a Flash, cercate almeno di inserirlo  nelle pagine utilizzando le tecniche più moderne via JavaScript. Da evitare assolutamente anche le pagine di benvenuto, magari con la sola scritta &#8220;Skip intro&#8221;. Anche queste non fanno una bella figura nelle anteprime di Google.</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
href="http://www.motoricerca.net/2010/11/12/limpatto-google-instant-preview/">L&#8217;impatto di Google Instant Preview</a> <br
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=7354</guid> <description><![CDATA[Dando un&#8217;occhiata alla vostra piattaforma di web analytics vi siete accorti che il traffico sul vostro sito è in calo? Siete curiosi di scoprire come è successo? Ecco alcuni consigli che potrebbero esservi utili per arrivare ad una diagnosi. Tipologia del traffico Che tipo di traffico avete perso? Molti infatti nel vedere un calo negli [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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class="post_image_link" href="http://www.motoricerca.net/2010/07/08/9-consigli-per-diagnosticare-il-calo-delle-visite/" title="Permanent link to 9 consigli per diagnosticare il calo delle visite"><img
class="post_image alignleft" src="http://www.motoricerca.net/upload/panico-penalizzazione-google.jpg" width="250" height="188" alt="Panico per la perdita di traffico da Google" /></a></p><p>Dando un&#8217;occhiata alla vostra piattaforma di web analytics vi siete accorti che il traffico sul vostro sito è in calo? Siete curiosi di scoprire come è successo? Ecco alcuni consigli che potrebbero esservi utili per arrivare ad una diagnosi.</p><h3>Tipologia del traffico</h3><p>Che tipo di traffico avete perso? Molti infatti nel vedere un calo negli accessi pensano subito ad una perdita di posizionamenti. Valutate invece anche l&#8217;accesso diretto e quello proveniente da altri siti.<span
id="more-7354"></span></p><h3>Calo graduale o improvviso</h3><p>E&#8217; fondamentale rilevare se la diminuzione del traffico è stata lenta e graduale oppure brusca. In caso di un&#8217;improvvisa perdita di traffico speso la causa è dovuta ad un qualche tipo di errore umano tipo la modifica di un file robots.txt oppure la rimozione involontaria del codice di tracciamento di web analytics dalle pagine del sito.</p><h3>Attenzione alla stagionalità</h3><p>Comparare ogni mese con il precedente può non essere sempre il modo più corretto per consultare le statistiche. Se ad esempio il vostro sito vende regali natalizi e vi accorgete che a gennaio avete avuto meno traffico che a dicembre, forse non c&#8217;è niente di anormale <img
src='http://www.motoricerca.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><h3>Escludere le ricerche di brand</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-7360" title="keyword-brand" src="http://www.motoricerca.net/upload/keyword-brand.jpg" alt="" width="150" height="150" />Durante la fase di analisi <strong>filtrate le keyword che contengono il vostro brand</strong>. In alcuni casi infatti un calo di traffico può essere imputato ad una diminuzione di questo tipo di ricerche, che magari in precedenza erano alimentate da una forte attività di advertising. Una volta cessata tale attività infatti, può essere normale un calo nel volume delle ricerche associate al brand.</p><h3>Analizzate le keyword che hanno generato meno accessi rispetto al passato</h3><p>Ora che vi siete concentrati sul traffico proveniente dai motori di ricerca e avete escluso le keyword di brand, concentratevi sulle principali parole chiave che portano visite sul sito. Verificate se e quali, rispetto ai mesi precedenti e allo stesso periodo dell&#8217;anno prima, hanno generato meno accessi.</p><h3>Verificate il posizionamento su Google per quelle keyword</h3><p>Una volta che avete individuato quali keyword hanno generato meno visite rispetto al passato, verificatene il posizionamento. Potete farlo sia cercando direttamente su Google sia utilizzando dei software appositi come ad esempio <a
target="_blank" href="http://www.webceo.com/">Web CEO</a> o <a
target="_blank" href="http://www.advancedwebranking.com/">Advanced Web Ranking</a>. A volte poi, il calo nelle visite potrebbe anche non dipendere da una variazione nel posizionamento, ma semplicemente dal fatto che meno persone cercano quella particolare keyword rispetto al periodo precedente.</p><h3>Analizzate le landing page</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-7358" title="analizzare-il-traffico" src="http://www.motoricerca.net/upload/analizzare-il-traffico.jpg" alt="" width="150" height="159" />E&#8217; consigliabile inoltre investire del tempo analizzando le landing page del vostro sito che sono (o erano) posizionate per tali keyword. Verificate innanzitutto che esistano ancora e se hanno subito delle modifiche sostanziali nel corso del tempo. Controllate che il loro contenuto non sia duplicato su qualche altra pagina e che non abbiano perso dei link in entrata. Analizzate i testi ed il codice per <strong>essere certi che i contenuti siano rilevanti</strong> e che il codice sia ottimizzato e privo di errori.</p><h3>Attenzione alle long tail keyword</h3><p>Il recente <strong>Mayday Update</strong> di Google ha causato ad alcuni siti di grandi dimensioni una sostanziale perdita di traffico soprattutto per quel che riguarda keyword particolarmente lunghe (long tail keyword). Verificate che non sia il vostro caso.</p><h3>Forse siete stati penalizzati da Google</h3><p>Giunti a questo punto potrebbe anche darsi che il vostro sito sia stato <a
href="http://www.motoricerca.net/tag/penalizzazioni-google/">penalizzato da Google</a>. Controllate all&#8217;interno di Google Webmaster Tools se vengono rilevati problemi particolari per il vostro sito ed avviate ulteriori analisi anche per verificare che qualcuno non ve lo abbia clonato. Non è raro infatti imbattersi in <strong>siti interamente copiati</strong> da parte di società prive di scrupoli. Analizzate attentamente il codice per essere certi che sul vostro sito non sia presente del testo nascosto, magari inserito da estranei col solo scopo di guadagnare qualche link in più.</p><p>Se avete ulteriori suggerimenti non mancate di segnalarli nei commenti.</p><p>[tratto da: <a
target="_blank" href="http://www.highrankings.com/google-traffic-loss">9 Steps to Diagnosing Lost Search Engine Traffic</a>]</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=7258</guid> <description><![CDATA[In alcuni casi, spiegare al cliente in cosa consiste l&#8217;attività di SEO non è particolarmente semplice. Vediamo quindi nove possibili aspetti problematici nelle relazioni tra cliente e agenzia/professionista SEO. La SEO come un interruttore L&#8217;attività SEO è diversa dal keyword advertising su AdWords. Non è che avendo iniziato a ricercare le keyword opportune ed ottimizzato [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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class="aligncenter size-full wp-image-7261" title="interruttore" src="http://www.motoricerca.net/upload/interruttore.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p><p>L&#8217;attività SEO è diversa dal <a
href="http://www.motoricerca.net/adwords/">keyword advertising su AdWords</a>. Non è che avendo iniziato a ricercare le keyword opportune ed ottimizzato le pagine, dopo pochi giorni il sito inizia a guadagnare posizionamenti ed arriva in prima pagina su Google. E&#8217; necessario un lungo lavoro di analisi, di test, di miglioramenti continui e di ottimizzazioni sia sul sito che all&#8217;esterno. E&#8217; quindi necessario informare al meglio il cliente su tali aspetti, onde evitare delusioni e incomprensioni.<span
id="more-7258"></span></p><h3>Il sito va modificato e ottimizzato</h3><p>Per svolgere al meglio l&#8217;attività SEO è (quasi) sempre necessario effettuare degli interventi di modifica al sito. In alcuni casi la situazione di partenza è talmente disastrosa che non avrebbe nemmeno senso iniziare senza prima rivedere interamente la struttura del sito stesso. E&#8217; fondamentale però chiarire e specificare sin dal principio <strong>chi dovrà effettuare tali modifiche</strong>: l&#8217;agenzia SEO, il cliente o la web agency che ha realizzato il sito. Non è infatti rara la situazione in cui il professionista SEO invia al cliente la lista degli interventi da effettuare e scoprire alcuni mesi dopo che nessuno ha ancora mosso un dito per cambiare una sola linea di codice.</p><h3>Le parole chiave devono essere presenti sulla pagina</h3><p>Avrete sicuramente raccolto dai vostri clienti la richiesta di essere <strong>posizionati per alcune keyword che non sono minimamente presenti sul loro sito</strong>, o magari anche per parole chiave relative ad attività che loro nemmeno svolgono. E&#8217; necessario spiegare che, in molti casi, è già difficile posizionarsi in prima pagina per le parole chiave che sono presenti sulle pagine; figuriamoci quanto può essere difficile migliorare il posizionamento per dei termini che Google non riesce nemmeno a trovare analizzando tutto il sito.</p><h3>Se vuoi sfruttare la Local Search devi essere in quel posto</h3><p>Se il cliente vuole apparire ai primi posti nelle ricerche locali relative a qualsiasi città, è indispensabile spiegarli che Google non la pensa allo stesso modo. Se è richiesta la verifica tramite il <a
target="_blank" href="http://www.google.com/local/add/businessCenter?hl=it&amp;gl=IT">Local Business Center</a> ci sarà pure un motivo. Del resto non avrebbe molto senso apparire in prima posizione quando uno cerca &#8220;pizzerie a venezia&#8221; se la pizzeria del cliente è a Livorno.</p><h3>I link non sono tutti uguali e non si comprano in pacchi da 100</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7264" title="mercato-del-pesce-link" src="http://www.motoricerca.net/upload/mercato-del-pesce-link.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p><p>Acquisire gratuitamente o comprare una buona quantità di link non è un&#8217;impresa impossibile. <strong>Quello però che conta non è la loro quantità, ma la loro qualità e rilevanza</strong>. E&#8217; necessario spiegare al cliente che non basta inserire link a casaccio nei forum, nei commenti dei blog o in altri luoghi ameni per scalare le posizioni sulle SERP di Google. E&#8217; fondamentale innanzitutto avere un ottimo prodotto/servizio e produrre dei buoni contenuti, fare in modo di farli conoscere e far si che la gente ne parli (e ne scriva soprattutto). Se però l&#8217;azienda dispone di un prodotto che poco si presta ad essere recensito, l&#8217;attività di link building può non essere semplice ed occorre farlo presente subito.</p><h3>Le parole chiave preferite dal cliente potrebbero non essere le migliori</h3><p><strong>Alcuni clienti sono innamorati di una particolare keyword</strong>. Non vogliono sentire ragioni. Vogliono essere al primo posto su Google quando una persona cerca quel termine. Poco importa se magari quella keyword è effettivamente poco utilizzata oppure è talmente generica che presenta un tasso di conversione ridicolo.</p><p>In numerose situazioni è sicuramente meglio focalizzarsi su keyword più specifiche che possono garantire dei risultati in termini di vendite e dimenticare le keyword favorite dal cliente se non sono supportate da alcun dato.</p><h3>Essere al primo posto su Google non vuol dire vendere di più</h3><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-7266" title="cane-triste" src="http://www.motoricerca.net/upload/cane-triste.jpg" alt="" width="560" height="198" /></p><p>Immaginate di essere riusciti a portare il sito del cliente in prima posizioni di Google per una serie di parole chiave. Lui però non è soddisfatto perché le vendite non sono aumentate di conseguenza. Va chiarito che <strong>non esiste una correlazione diretta tra posizionamento su Google e fatturato</strong> se non si prendono in considerazione anche altri fattori.</p><p>Se il prodotto/servizio del cliente è soggetto a stagionalità, se le landing page sono realizzate in modo da evitare come la peste le conversioni, se il sito vanta un basso tasso di clickthrough sulle SERP (gli utenti cliccano poco sui risultati) o se il sito soffre di problemi di usabilità, la prima posizione di Google da sola non può fare miracoli.</p><h3>Voglio stare davanti a &#8230;</h3><p>Ipotizziamo che il cliente sia l&#8217;ultimo arrivato nel settore ma vuole competere con le grandi aziende e stare davanti a loro sulle pagine dei risultati di Google. Tutto questo potrebbe essere possibile facendo un&#8217;ottima attività SEO, a patto che il cliente sia disposto ad investire tempo e risorse. Se infatti il cliente ha un sito composto da 5 pagine statiche povere di contenuto e la concorrenza dispone di un sito molto completo, corredato magari da un forum o da un blog, opera sui social media ed è molto attiva sia online che offline; la sfida sarà sicuramente molto ardua e difficile da vincere.</p><p><strong>Il cliente deve rendersi conto che è necessario almeno intervenire sul sito, renderlo migliore rispetto a quello della concorrenza</strong>. E&#8217; poi necessario fare in modo che le persone parlino dell&#8217;azienda e dei suoi prodotti. In alcuni casi infatti, ci sono aziende così popolari che ottengono ogni giorno e senza sforzo nuovi link rilevanti e numerosi contenuti generati dagli utenti relativi ai loro prodotti. Confrontarsi con realtà del genere è sicuramente molto ostico e il cliente deve essere informato in merito alle difficoltà della sfida.</p><h3>Voglio un PageRank elevato</h3><p>Guardare solo al PageRank come fosse un obiettivo da raggiungere non ha molto senso. Esso poi non è un valore statico, ma cambia continuamente nel tempo. <strong>Quello che è visibile attraverso la toolbar di Google non è il PageRank effettivo</strong>, ma un valore che viene aggiornato ogni 3 o 4 mesi. Il PageRank inoltre non dipende solo dalla qualità del proprio sito e dal numero di link in entrata ma anche dall&#8217;andamento del Web nel suo insieme, da come si comportano altri siti e da come evolvono i link tra di loro. E&#8217; bene poi ricordare che variazioni del PageRank non corrispondono necessariamente a modifiche del ranking di un sito sulle SERP.</p><p>[articolo tratto da un post pubblicato su <a
target="_blank" href="http://www.internetmarketinginc.com/blog/top-9-things-seo-clients-must-understand/">Internet Marketing</a>]</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=5581</guid> <description><![CDATA[Come vi sarà sicuramente capitato di notare, sulle SERP di Google quasi sempre è presente una data accanto ad ogni risultato. Solitamente tale data si riferisce a quella di pubblicazione della pagina. Michael Gray ha notato che recentemente Google ha sviluppato nuovi metodi per individuare tale data, non limitandosi semplicemente a quella scritta sulla pagina, [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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class="aligncenter size-full wp-image-5582" title="data-serp-google" src="http://www.motoricerca.net/upload/data-serp-google.png" alt="" width="503" height="197" /><span
id="more-5581"></span></p><p><a
target="_blank" href="http://www.wolf-howl.com/seo/google-page-date/">Michael Gray</a> ha notato che recentemente Google ha sviluppato <strong>nuovi metodi per individuare tale data</strong>, non limitandosi semplicemente a quella scritta sulla pagina, come ad esempio quella presente anche sotto al titolo di questo post.</p><p>Tale metodo però è facilmente aggirabile dai webmaster che la possono alterare o nascondere. Ecco perché pare che Google abbia escogitato nuovi sistemi come:</p><ul><li><strong>l&#8217;utilizzo delle date dei commenti;</strong></li><li><strong>la decodifica delle date presenti negli URL delle pagine</strong> (come quelle presenti su questo blog).</li></ul><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-5583" title="data-url-post" src="http://www.motoricerca.net/upload/data-url-post.png" alt="" width="425" height="53" /></p><p>Ovviamente <strong>la presenza della data accanto al risultato rappresenta un fattore che può condizionare l&#8217;utente quando decide di effettuare un clic</strong>. Se ad esempio effettuiamo una ricerca e vediamo due risultati piuttosto simili, solitamente si tende a preferire quello più recente, ritenendolo più aggiornato.</p><p>Ecco perché Michael Gray suggerisce che non sarebbe male evitare di inserire informazioni relative alla data nei permalink dei post. Tale operazione è sicuramente più facile quando si pianifica un sito partendo da zero. Se infatti decidete di cambiare la struttura dei permalink nel vostro blog, magari attivo da diversi anni, vi trovereste nella situazione di dover prevedere una serie di redirect di tipo 301 per informare sia i visitatori che i motori di ricerca dei nuovi URL delle varie pagine.</p><p><strong>Una soluzione per i blog basati su WordPress</strong> potrebbe essere il plugin <a
target="_blank" href="http://www.deanlee.cn/wordpress/permalinks-migration-plugin/">Permalink Migration</a>, che permette di gestire tale operazione in modo relativamente semplice. Il mio consiglio però è quello di effettuare una completa riscrittura dei permalink solo in casi strettamente necessari, dato che nella maggior parte dei casi i rischi possono essere superiori ai benefici.</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=5268</guid> <description><![CDATA[Come si comporta Google nell&#8217;ottimizzazione delle proprie pagine? Fa un po&#8217; sorridere, ma anche Big G si preoccupa di essere più facilmente raggiungibile attraverso i motori di ricerca. Ecco perché ha pubblicato la Google&#8217;s SEO Report Card, un file pdf che analizza 100 home page relative a vari servizi di Google mettendo in rilievo i [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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class="post_image_link" href="http://www.motoricerca.net/2010/03/08/seo-google/" title="Permanent link to Gli errori SEO di Google"><img
class="post_image alignleft" src="http://www.motoricerca.net/upload/seo-report-card.png" width="200" height="116" alt="SEO Report Card di Google" /></a></p><p>Come si comporta Google nell&#8217;ottimizzazione delle proprie pagine? Fa un po&#8217; sorridere, ma anche Big G si preoccupa di essere più facilmente raggiungibile attraverso i motori di ricerca.</p><p>Ecco perché ha pubblicato la <a
target="_blank" href="http://www.google.com/webmasters/docs/google-seo-report-card.pdf">Google&#8217;s  SEO Report Card</a>, un file pdf che analizza 100 home page relative a vari servizi di Google mettendo in rilievo i vari fattori di ottimizzazione on page. La lettura è senza dubbio interessante anche per tutti quelli che sono interessati a migliorare alcuni aspetti del proprio sito e fornisce una sorta di checklist che permette di valutare e scoprire errori di ottimizzazione presenti sulle proprie pagine web.</p><p>Per approfondire l&#8217;argomento:</p><ul><li><a
target="_blank" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2010/03/googles-seo-report-card.html">il post sul Google Webmaster Central Blog</a></li><li>la <a
target="_blank" href="http://www.google.com/webmasters/docs/search-engine-optimization-starter-guide.pdf">Search  Engine Optimization Starter Guide</a> di Google</li><li>il <a
target="_blank" href="http://www.google.com/support/forum/p/webmasters?hl=it">forum di assistenza di Google per i webmaster</a></li></ul><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=4884</guid> <description><![CDATA[Matt Cutts risponde ad una domanda che viene posta molto frequentemente dai webmaster: &#8220;Se ho diversi siti Web, è sbagliato linkarli fra di loro? Posso essere penalizzato da Google?&#8221;. In questo video la risposta: In sostanza linkare i siti tra di loro non è negativo se tra di loro esiste una qualche forma di correlazione. [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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width="560" height="340"><param
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id="more-4884"></span></p><p>In sostanza linkare i siti tra di loro non è negativo se tra di loro esiste una qualche forma di correlazione. Un aspetto importante da tenere in considerazione è ovviamente il loro numero. Un conto è linkare tra di loro 3 siti, un altro è linkarne 300.</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
href="http://www.motoricerca.net/2010/01/26/link-reciproci-tra-siti-bene-o-male/">Link reciproci tra siti: bene o male?</a> <br
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target="_blank" href="http://www.creailtuoblog.net/?utm_source=FeedMotoricerca&utm_medium=RSS&utm_content=link&utm_campaign=LibroWP">blog con WordPress</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.motoricerca.net/2010/01/26/link-reciproci-tra-siti-bene-o-male/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Link da Facebook e Twitter: come sono valutati da Google?</title><link>http://www.motoricerca.net/2010/01/15/link-da-facebook/</link> <comments>http://www.motoricerca.net/2010/01/15/link-da-facebook/#comments</comments> <pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:45:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Tiziano Fogliata</dc:creator> <category><![CDATA[Ottimizzare il sito]]></category> <category><![CDATA[Facebook]]></category> <category><![CDATA[link building]]></category> <category><![CDATA[Matt Cutts]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.motoricerca.net/?p=4685</guid> <description><![CDATA[Considerata l&#8217;enorme mole di segnalazioni che viene pubblicata in ogni istante sulle varie piattaforme social come Facebook o Twitter è più che lecito chiedersi come Google valuta tali link. A rispondere a questa domanda è Matt Cutts in persona, in questo video: In sostanza non è che i link provenienti da Facebook o da Twitter [...]<p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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target="_blank" href="http://www.facebook.com/pages/Motoricerca/22220379233">Facebook</a> o <a
target="_blank" href="http://twitter.com/motoricerca">Twitter</a> è più che lecito chiedersi come Google valuta tali link. A rispondere a questa domanda è Matt Cutts in persona, in questo video:</p><p><object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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id="more-4685"></span></p><p>In sostanza non è che i link provenienti da Facebook o da Twitter valgano di più o di meno rispetto agli altri. Il problema è che molti dei link presenti su Facebook sono inseriti su pagine che non sono visibili al pubblico e quindi non consultabili nemmeno dal crawler di Google. Per quanto riguarda Twitter invece, è bene ricordare che i link vengono pubblicati con l&#8217;attributo rel=&#8221;nofollow&#8221;.</p><p>Post pubblicato su Motoricerca: <a
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