Link Building Rap: quando l’Hip Pop incontra il SEO
Ecco un simpatico video realizzato da Chuck, conosciuto anche come “the Poetic Prophet”, nel quale ha modo suo spiega il concetto di Link Building:
Questo il testo del brano:
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Ecco un simpatico video realizzato da Chuck, conosciuto anche come “the Poetic Prophet”, nel quale ha modo suo spiega il concetto di Link Building:
Questo il testo del brano:
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Stuart Delta inizia a presentare alcuni limiti del link trading (scambio di link): quali l’ignoranza sul link model, la paranoia del PageRank basso o l’errata percezione che uno scambio di link abbia prodotto dei risultati. Negli ultimi mesi Google è diventato più “severo” nei confronti dei siti che vendono link o che hanno un pattern di linkaggio esterno “sospetto”.
Per il motore i link sono un parametro di valutazione della risorsa linkata, un veicolo di informazioni e una connessione tra i diversi documenti (nodi) nel grafo del Web.
Il documento linkante trasferisce a quello linkato: il topic, l’anchor text e l’autorevolezza. Il link ideale dovrebbe quindi provenire da una pagina che sia indicizzata, attinente e popolare (che a sua volta riceve link pertinenti), da un dominio rilevante, deve essere in formato testuale e distante dall’advertising. il link deve essere inoltre motivato, legittimato (cliccato dall’utente) e presente nel tempo. Il link trading è quindi inefficace lato SEO e lato Marketing.
I presupposti di ogni strategia di link building sono:
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Le previsioni indicano che nei prossimi 5 anni il settore del Search Marketing è destinato a crescere dell80%. Da un’analisi condotta da OTO Research per conto di SEMS, tra le aziende che non hanno ancora iniziato a fare attività di Search Marketing, il SEO è l’attività che cattura maggiormente l’interesse. Tra quelle che invece fanno già Search Marketing, l’interesse tra SEO e Keyword Advertising è equivalente.
Il 53% delle aziende spende meno di 25.000 euro l’anno in search engine marketing. Generalmente il 41% del budget viene destinato al SEO, il 48% al keyword advertising e 16% alla link popularity building. Il 30% delle aziende non ha però limiti di budget ma si muove in base ai risultati, negli altri casi invece viene deciso ad inizio anno o ad intervalli stabiliti.
Poco più della metà delle aziende si occupa internamente delle attività di SEO e di Keyword Advertising. Una quota simile è anche quella si rivolge a strumenti gratuiti per le attività di web analytics.
Il 46% degli intervistati ha dichiarato che il SEO genera un ROI più alto rispetto al Keyword advertsing.
PayPerPost, un servizio che permette ai blogger di monetizzare i propri contenuti scrivendo delle recensioni a pagamento, ha affermato che alcuni blog del proprio network sono stati penalizzati da Google che ha azzerato il loro PageRank.
Anche se il valore del PageRank secondo molti non è più rilevante come un tempo, questo riveste ancora una notevole importanza quando qualcuno vuole acquistare un link o uno spazio promozionale su un sito. La perdita del PageRank per un sito, lo rende quindi meno appetibile per gli inserzionisti.
Il lato “ironico” sottolineato da PayPerPost è che altri blog molto famosi possono invece permettersi di scrivere post sponsorizzati senza correre questo rischio e cita TechCrunch come esempio.
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Sembra proprio che Google abbia confermato di aver abbassato il PageRank di alcuni siti “scoperti” a vendere link testuali sulle proprie pagine. Il motore di ricerca potrebbe addirittura applicare ulteriori penalizzazioni e far precipitare di parecchie posizioni i siti “incriminati” all’interno delle SERP.
Il tema della vendita di link testuali è sempre più caldo, c’è chi sostiene che Google non può comportarsi in questo modo per sostenere la vendita di spazi AdWords ed impedire la vendita diretta di link. Altri invece ritengono che una volta che Google ha provveduto ad informare gli utenti, poi ognuno è libero di fare come meglio crede ma non deve accusare Google di essere stato penalizzato ingiustamente. Una terza via è quella di vendere comunque link utilizzando però il tag rel="nofollow", in questo modo non si corrono rischi, anche se difficilmente l’acquirente di link è felice di questo.
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Gaia Simonato (SEM Manager di Views on Venice) spiega i vari modi utilizzabili per ottenere dei link: facendone richiesta o scambiandoli, acquistandoli, sfruttare il link baiting ed i servizi di social search. L’attività di link building comporta metodologie diverse a seconda del settore ed i tempi non sono facilmente controllabili. Per il posizionamento relativo alla coda lunga la prima strategia migliore è quella di puntare sui contenuti del sito. La strategia dello scambio link con siti a bassa qualità sono utili solo se la loro quantità è notevole, molto interessante è invece ottenere link in siti ricchi di contenuti generati dagli utenti, soprattutto se il link è contenuto all’interno del testo, non in zone marginali della pagina. Nel caso specifico del sito Views on Venice hanno funzionato bene i link sui blog, quelli su WikiTravel, sui portali verticali e sulle community di viaggiatori.
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E’ ormai risaputo che Google preferirebbe che i webmaster non acquistassero link sugli altri siti (anche per invogliarli ad usare AdWords) ma bisogna anche considerare che chi realizza e gestisce un sito web è interessato a promuoverlo in tutti i modi possibili.
Spesso quindi l’acquisto di link è una scelta obbligata per molti webmaster, vediamo quindi come effettuare questa operazione nel migliore dei modi.
1. Acquistate link da siti autorevoli
Valutate accuratamente un sito prima di procedere all’acquisto di un link ed evitate quelli che promuovono una gran quantità di siti.
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Matt Cutts invita gli utenti a segnalare i siti che vendono link a pagamento utilizzando lo spam report di Google.
Sembra essere un “innocente” esperimento per raccogliere un po’ di dati in materia ma l’impressione è che Google voglia essere l’unico autorizzato a vendere link a pagamento (tramite AdWords). Già da tempo viene consigliato di applicare il tag rel=”nofollow” ai link a pagamento oppure di utilizzare un codice JavaScript, questa nuova idea dello spam report pare però suscitare più perplessità che entusiasmi.
Shari Thurow, nel suo intervento nel corso del primo giorno del Search Engine Strategies di New York, ha espresso alcuni punti chiave riguardanti la realizzazione di un sito ottimizzato sia per gli utenti che per i motori di ricerca.
Il sito deve essere facile da leggere
Qualsiasi elemento presente sul proprio sito deve essere di chiara ed immediata interpretazione, altrimenti la maggior parte delle persone non farà altro che tornare indietro o chiudere la finestra del browser.
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Un membro del Google Search Quality team ha recentemente affermato che Google ha considerevolmente raffinato il suo algoritmo modificando nettamente l’importanza che esso attribuisce ai links derivanti da acquisto o scambio.
In Google esiste un’apposita sezione denominata “Google link-weighting algorithm” che si occupa proprio di controllare e correggere il valore dei links ed il personale addetto è recentemente aumentato proprio a testimoniare l’impegno e la volontà di Google di attribuire ad ogni link il valore che merita. L’affermazione è molto importante in quanto ci risulta essere la prima che viene rilasciata a livello ufficiale dallo staff di Google e conferma ciò che abbiamo sempre consigliato ai nostri utenti da almeno due anni a questa parte: lasciar perdere lo scambio links e puntare sulla costruzione di links “organici”.
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