I pericoli nascosti tra le pagine dei motori di ricerca
McAfee, uno dei leader mondiali della sicurezza informatica, ha pubblicato anche quest’anno la ricerca “The State of Search Engine Safety“, che ha analizzato il livello di pericolosità dei siti presenti nelle SERP (le pagine dei risultati) dei motori di ricerca.
Ecco alcuni dati:
- Risulta che circa il 4% dei link presenti nelle SERP conduce a siti potenzialmente pericolosi, l’anno scorso la percentuale era del 5%.
- I collegamenti sponsorizzati contengono un numero 2,4 volte superiore di link pericolosi rispetto ai risultati organici.
- AOL è il motore che mediamente restituisce i risultati più sicuri, Yahoo! quello che contiene il maggior numero di siti potenzialmente rischiosi.
- Google, AOL ed Ask hanno migliorato il loro livello di sicurezza rispetto al mese di maggio 2006. Ask è quello che ha mostrato il maggior incremento in termini di sicurezza. Yahoo! e MSN sono invece peggiorati rispetto allo scorso anno.
Secondo i dati di Hitwise nel Regno Unito la percentuale di visite ai motori di ricerca ha superato quella dei siti per adulti.
Pare che Google abbia applicato alcune modifiche ai propri algoritmi in modo da filtrare i siti contenenti materiale pornografico dalle proprie pagine dei risultati, soprattutto per quel che riguarda le ricerche relative ad una singola parola chiave.
Secondo una recente indagine, commissionata dal governo americano, circa l’1% dei contenuti indicizzati da Google e MSN search sono rappresentati da materiale pornografico. Considerando il fatto che solamente Google afferma di indicizzare 25 miliardi di pagine è facile calcolare l’enorme quantità di simili contenuti.

Jeffrey Toback ha accusato Google di impegnarsi per censurare i contenuti nella versione cinese del proprio motore di ricerca e di non fare niente per proteggere i minori statunitensi.
Per analizzare le abitudini di ricerca degli utenti dei dispositivi wireless è stato condotto uno studio da parte di Maryam Kamvar e Shumeet Baluja, due docenti universitari di informatica presso la Columbia University e la Carnegie Mellon University, in collaborazione con Google.

