ConvegnoGT

Scambio di link e strategie di link building

Stuart Delta inizia a presentare alcuni limiti del link trading (scambio di link): quali l’ignoranza sul link model, la paranoia del PageRank basso o l’errata percezione che uno scambio di link abbia prodotto dei risultati. Negli ultimi mesi Google è diventato più “severo” nei confronti dei siti che vendono link o che hanno un pattern di linkaggio esterno “sospetto”.

Per il motore i link sono un parametro di valutazione della risorsa linkata, un veicolo di informazioni e una connessione tra i diversi documenti (nodi) nel grafo del Web.

Il documento linkante trasferisce a quello linkato: il topic, l’anchor text e l’autorevolezza. Il link ideale dovrebbe quindi provenire da una pagina che sia indicizzata, attinente e popolare (che a sua volta riceve link pertinenti), da un dominio rilevante, deve essere in formato testuale e distante dall’advertising. il link deve essere inoltre motivato, legittimato (cliccato dall’utente) e presente nel tempo. Il link trading è quindi inefficace lato SEO e lato Marketing.

Link Building

I presupposti di ogni strategia di link building sono:
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 17:47
Le ultime novità su Telefonia VoIP, Skype, Jajah e le altre soluzioni per telefonare via Internet. Tutto questo su SpeedBlog, il nostro blog dedicato alla banda larga.

Un nuovo concetto di ranking per Google relativo alle immagini

Enrico AltavillaEnrico Altavilla di SEMS inizia il suo intervento lanciando una provocazione per i SEO: cosa accadrebbe se l’ottimizzazione fatta da un SEO andasse a beneficio di risorse altrui? Pare uno scenario improbabile ma è quello che sta accadendo ora.

Facendo una ricerca su Google, spesso il primo risultato sono delle immagini provenienti da Google Images. Da un’analisi condotta all’interno di SEMS si è verificato che in una ricerca è apparsa un’immagine corretta rispetto alla query formulata, nonostante tale immagine non fosse stata assolutamente ottimizzata. E’ sorta quindi la domanda su come Google avesse fatto a riportare tale immagine per quella ricerca. La stessa immagine appariva prima anche per la stessa ricerca condotta su Google Images. Però le due immagini portavano a siti diversi. L’immagine presente su Google Images era inserita in un contesto tematizzato per la query, mentre in Google Search la stessa immagine non era inserita in un contesto tematizzato. Altre ricerche hanno confermato che tale fenomeno non era isolato. Un altro aspetto interessante è che spesso la stessa immagine che appare in alto in Google Search non è collegata sempre al medesimo sito web.
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 16:58

Ban e penalizzazioni su Google al ConvegnoGT

Prima di tutto è opportuno fare una distinzione tra ban e penalizzazione. Il ban consiste nella totale esclusione del sito dalle SERP. La penalizzazione invece non fa scomparire il sito dalle SERP per ricerche come site:www.dominio.com o come www.dominio.com, ma fa apparire il sito in posizioni scandalosamente basse per le principali parole chiave.

Piersante Paneghel riporta il caso di agendaonline.it che, nel febbraio 2006, subisce una penalità -30. Vengono prodotti nuovi contenuti originali e di qualità, applicati vari consigli ma la situazione rimane immutata per diversi mesi. Improvvisamente vengono rimossi alcuni link a siti bannati e dopo un paio di giorni la situazione ritorna normale. E’ da notare che i siti oggetto di tali link in origine non erano bannati.

Un caso simile, avvenuto però nel 2007, ha manifestato alcuni aspetti differenti: sito non penalizzato per tutte le parole chiave ma solo per quelle più competitive.
Spesso tali penalizzazioni sono dovute a link a siti bannati o a siti spam, generati da bot specializzati oppure da utenti.
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 16:01

In-house SEO, Outsourcing e SEO freelance

Nereo SciuttoNereo Sciutto di Webranking mostra pregi e difetti delle varie alternative che si trova di fronte un’azienda quando sceglie di implementare una strategia SEO.

Spesso le aziende intraprendono la strada dell’in-house SEO, ossia di svolgere internamente questa attività, negli USA ad esempio capita spesso di vedere aziende ce cercano SEO con capacità di management al fine di assumerli all’interno del proprio organico.

Svolgere l’attività SEO all’interno di un’azienda presenta alcuni limiti: quali la mancanza di un contraddittorio, l’invecchiamento dovuto alla mancanza di stimoli forniti dai vari progetti e meno occasioni di sperimentare.

Il Freelance soffre dello svantaggio di avere tempo limitato e di dover “incorporare” troppe competenze all’interno di un’unica persona. E’ quindi fondamentale per lui stabilire delle buone relazioni di networking.

Il SEO in un’agenzia è in grado di utilizzare il contraddittorio ma alla fine di essere in grado di prendere una decisione. Condivide poi i risultati e le esperienze vissute che permettono una crescita costante.

In molti casi le aziende utilizzano sia SEO interni che esterni che si coordinano e controllano a vicenda.
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 15:04

SEO: iniziare un progetto con il piede giusto

Maurizio PetroneMaurizio Petrone spiega come partire con il piede giusto dal punto di vista SEO nella realizzazione di un sito. IL CMS scelto ad esempio deve essere flessibile e permettere di intervenire su ogni elemento della pagina. Deve essere studiata in maniera corretta l’architettura dei contenuti e adattata alla tipologia di sito. A monte di questo ovviamente devono essere chiari gli obiettivi, i KPI (indicatori chiave di performance) e le linee guida editoriali.

Per quanto riguarda l’architettura dei contenuti, vanno studiati correttamente i link ed i percorsi di navigazione e stabilire delle aree chiave e quali sono i contenuti maggiormente rilevanti.

Va controllato inoltre lo storico del crawling, lo stato di indicizzazione, i dati di traffico in modo da valutare se il sito sta esprimendo tutto il suo potenziale.

Chiediamoci inoltre se manca qualcosa nei contenuti del sito e se manca effettivamente qualcosa coprire l’area semantica da affrontare in funzione degli obiettivi. Valutare inoltre se il sito è usabile e a che punto stanno i nostri concorrenti, in modo da sfruttare potenziali nicchie di mercato.
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 13:06

Blog, SEO e futuro delle piattaforme

Johnnie ManeiroJohnnie Maneiro ha mostrato un interessante prototipo di un CMS realizzato da lui che permette di scegliere diversi tipi di template a seconda della tipologia di contenuto. Tale CMS integra molte funzioni che piattaforme come WordPress rendono disponibili solo attraverso plugin esterni, con tutti i limiti che ne conseguono. La soluzione di Johnnie, benché ancora in fase di sviluppo, offre anche una piattaforma di e-commerce.

Sante Achille illustra invece una serie di suggerimenti per migliorare il popolare CMS per blog WordPress dal punto di vista SEO.
E’ inutile ad esempio visualizzare su ogni pagina gli archivi mensili del blog ed è consigliabile scegliere template che presentino i contenuti prima di qualsiasi altra cosa. Utilizzano poi il file robots.txt oppure i tag robots, è opportuno fare in modo che i motori di ricerca non indicizzino tutta una serie di contenuti duplicati come possono essere le pagine degli archivi mensili o quelle di alcune categorie. Eliminare il nofollow per i commenti serve a catalizzare le conversazioni sul blog e restituisce al link il suo vero valore. Un altro suggerimento è quello di variare la sidebar del blog a seconda che si tratti della home page o di una pagina interna.

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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 12:38

Buzz Marketing al ConvegnoGT

Luca ContiLuca Conti illustra l’utilizzo del passaparola come strumento per stimolare le conversazioni. Il Buzz Marketing, questo il nome di tale “pratica”, tende ad utilizzare gli influenti della Rete per amplificare un messaggio, ridurre la curva degli early adopter. Aspetti fondamentali sono la credibilità del messaggio e l’etica e la trasparenza.

Un’analisi di Ipsos ha rivelato che in Italia la credibilità delle recensioni scritte sui blog è ritenuta molto elevata dal pubblico.

I punti di forza di una campagna di buzz marketing sono l’essere sociale, low cost, virale, spontanea ed etica. Le opportunità offerte sono il SEO implicito (chi ne parla linka), la possibilità di ottenere traffico canalizzato, il brand awareness, la riduzione della curva degli early adopter, la fidelizzazione da parte di un gruppo di blogger influenti e la possibilità di ottenere preziosi feedback.
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 10:27

La conversione del brand al ConvegnoGt

Alessandro BanchelliAlessandro Banchelli apre la seconda giornata di lavori del ConvegnoGT con una presentazione che ha per tema la progettazione del campo semantico di un brand.

In una strategia semantica è necessario estrapolare una serie di termini ma stabilire dei confini. Spesso infatti si tendono a produrre lunghe liste di parole chiave che diventano però difficili o quasi impossibili da gestire nel lungo periodo. E’ fondamentale poi saper raccontare una storia per spiegare il perché, il come il dove ed il quando utilizzare un prodotto/servizio. Una strategia semantica si basa su una strategia analitica ed una emozionale.

L’efficienza di un campo semantico è espressa da quanto tempo il lettore ha prestato attenzione e quanto intensamente ha prestato attenzione.
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Scritto da Tiziano Fogliata :: Domenica 9 Dicembre 2007 alle 10:00

Alcune cose che forse non sai su Google Analytics

Marco CiliaMarco Cilia (aka Tambu) illustra alcune cose che forse molti non conoscono a proposito di Google Analytics. Ad esempio in molti non sanno che GA è gratuito solo fino ad un limite di 5 milioni di pagine viste per account a meno che non si abbia un account di AdWords ed almeno una campagna attiva.

E’ possibile inoltre fare un backup dei dati di Google Analytcs, aggiungendo una riga allo script di GA. Serve però acquistare Urchin per poterli analizzare.

La segmentazione è una di quelle caratteristiche spesso meno utilizzate di Google Analytics, ma è una di quelle funzionalità che aiutano meglio a capire il comportamento degli utenti e ad evitare di trarre conclusioni errate partendo solo dalla valutazione di un valore medio.

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Scritto da Tiziano Fogliata :: Sabato 8 Dicembre 2007 alle 17:53

Soluzioni alterative a Google Analytics

Enrico Pavan di TSW presenta i software gratuiti alternativi a Google Analytics. Questi altri strumenti permettono di vedere i dati relativi alla singola visita, i movimenti degli utenti sul sito e dei dati visivi (Heatmap).

Nella scelta del software è bene non sovraccaricare la pagina con un numero eccessivo di script. Integrando i software numerici con quelli visivi, posso raccogliere ua serie di informazioni che mi aiutano a migliorare continuamente il sito.

Tra i software numerici si possono citare:

  • Visistat;
  • 103bees fornisce anche informazioni sulla long tail;
  • Clicky permette di monitorare le azioni dell’utente, permette operazioni di aggregazione e segmentazione.

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Scritto da Tiziano Fogliata :: Sabato 8 Dicembre 2007 alle 17:35

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